C'e' di mezzo la strada.
E' tanta roba, lunga, e un po' di piu'.
Una cosa cosi', imprescindibile, ineluttabile, inevitabile.
C'e' da farsela.
Altrimenti non si capisce la distanza.
Non piu' dell'innuendo da zoccola,
con tutto il mio altro cervello che svalvola,
coglione com'e', come e' giusto sia,
per questa che appena se la tira, e non e' manco sto granche'.
E io fava, ch'avanzo a pube spinto,
e -diononvoglia- la invito ad una birra in un posto tutt'altro che intimo.
Cosi', senza pressioni, al meglio si tromba, al peggio ci si leva di culo in un minuto.
Invece no.
Flirtare sino alla sera prima, e mi sparisce nel giorno che conta.
Nono, fermo/a.
Non sono pirla, i giochi li conosco, e manco male.
Ed adoro giocare la mia parte sino in fondo, che vada in gloria o tragedia, ha pari intensita', indi valore.
Ma ho trentacinque anni, e la domanda vera' e' leggermente diversa.
Dato il poco che so e capisco, mi ci devo cacciare per forza ed amor d'azione anche quando sento la puzza da lontano?
Forse una sana sega non sia meglio, in fondo?
Al costo di perder Avventura?
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